Venerdì, 07 Giugno 2019 10:24

Cosa fare in caso di insufficienza venosa? Rimedi naturali

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Gambe gonfie e pesanti sono una problematica piuttosto diffusa tra le donne, specialmente con il caldo tipico del periodo estivo. I segni principali riconoscibili in chi soffre di questo disturbo sono gambe doloranti, formicolio, gonfiore, prurito etc.


Solitamente questo genere di problematica è legata ad una circolazione ematica non ottimale. Inizialmente la disfunzione può limitarsi al microcircolo; questo significa che le venule e i piccoli vasi linfatici deputati a raccogliere il liquido presente negli spazi interstiziali per reindirizzarlo verso il cuore non funzionano adeguatamente causando così un ristagno con conseguente gonfiore.
Quando a livello cutaneo si iniziano a vedere i così detti “capillari” siamo di fronte a piccole venule indebolite dove il sangue tende a ristagnare (il termine medico corretto per indicare questo fenomeno è quello di teleangectasia).

Se non si corre ai ripari cercando di risolvere il problema si arriva ad un progressivo peggioramento della situazione con deterioramento delle vene più grandi a monte. Esternamente il fenomeno può mostrarsi con la comparsa delle vene varicose, ossia vene che dovrebbero essere invisibili ma in realtà risultano in evidenza, sono tumide, gonfie e di colore bluastro.
Le vene varicose sono il risultato della distruzione della rete di proteoglicani nella parete elastica del vaso con riduzione della componente di collagene e una dilatazione della struttura. In questo caso molte volte risulta necessario ricorrere alla chirurgia vascolare o in alternativa utilizzare bende o calze elastiche.

Ora che abbiamo esaminato rapidamente le cause che possono spiegare sintomi come la pesantezza delle gambe cerchiamo di capire in che modo possiamo prevenire lo sviluppo della situazione patologica.

In questo senso la fitoterapia e l’integrazione alimentare sono dei validi alleati e numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di alcuni estratti naturali nel prevenire lo sviluppo dell’insufficienza venosa.
 
Vite rossa: Le foglie di vitis vinifera vengono raccolte subito dopo il periodo della vendemmia, quando presentano un colore rosso acceso, da cui il nome appunto di vite rossa. Queste foglie sono particolarmente ricche di bioflavonoidi, sostanze dalla forte azione antiossidante molto importanti nel mondo vegetale dove, oltre a dare sfumature di colore molto belle alle piante e ai frutti in cui si trovano, forniscono protezione contro le radiazioni solari e gli attacchi di parassiti esterni.

I bioflavonoidi come detto sono presenti in diverse speci vegetali e assumono funzioni differenti in base al fitocomplesso della pianta in cui sono presenti. Ad esempio la silimarina nel cardo mariano ha un’azione epato-protettiva, mentre le catechine del tè verde sono potenti antiossidanti con azione antiaging.

I bioflavonoidii della vite rossa sono conosciuti con il nome di proantocianidine, particolarmente importanti per la loro funzione vaso-protettiva. L’utilizzo di questa pianta deriva dall’osservazione di alcuni ricercatori i quali avevano notato come i viticoltori francesi non soffrissero di disturbi venosi. La spiegazione fu ritrovata nell’abitudine di fare infusi ed impacchi con le foglie di vite rossa quando sentivano le gambe pesanti ed indolenzite.

Le proantocianidine presentano un effetto protettivo vasale nei confronti dell’ossidazione causata dai radicali liberi dell’ossigeno(ROS) che, come noto, possono causare danni a diverse strutture presenti nel nostro organismo.

Tra i vari meccanismi che possono spiegare l’azione antiossidante vi è sicuramente l’inibizione della xantino-ossidasi, enzima che grazie alla sua azione contribuisce alla produzione di ROS. Altri enzimi inibiti sono la collagenasi, l’elastasi, la ialuronidasi e la beta-glucuronidasi, tutti responsabili della degradazione della matrice esterna che riveste i capillari. Dunque l’inibizione di questi enzimi contribuisce al mantenimento della compattezza e della resistenza vasale.

 
Mirtillo nero: Il mirtillo nero, noto anche con il nome scientifico di vaccinium mirtillus, è un frutto spesso presente sulle nostre tavole che presenta diverse azioni benefiche. I componenti farmacologicamente attivi sono gli antociani, sostanze che presentano una spiccata attività vaso-protettrice.
I meccanismi con cui si esplica questa attività sono principalmente di due tipi: un meccanismo intravasale che vede il legame degli antocianosidi con i fosfolipidi di membrana delle pareti vasali, le quali vengono così schermate da eventuali danni. Il secondo meccanismo è invece di tipo extravasale, con uno stimolo nella sintesi di glucosaminoglicani, specialmente acido ialuronico, costituenti fondamentali del manicotto mucopolisaccaridco pericapillare che riveste la parete esterna dei vasi sanguigni.
 
Centella asiatica: La centella, nota anche come Hydrocotyle Asiatica, è una pianta medicinale utilizzata da secoli per le sue proprietà cicatrizzanti. Le moderne scoperte scientifiche hanno messo in evidenza la capacità dell’estratto di centella asiatica di stimolare la produzione di collagene andando ad agire a livello dei fibroblasti, cellule preposte alla sintesi di tale sostanza. Nello specifico l’estratto di centella asiatica aumenta la captazione da parte dei fibroblasti di lisina e prolina, amminoacidi fondamentali per la costituzione del collagene, aumenta la produzione di tropocollagene(unità costitutiva del collagene) e più in generale stimola la sintesi dei mucopolisaccaridi acidi del tessuto connettivo.
In questo modo si va a rinforzare la struttura delle pareti vasali e si riduce la fuoriuscita di liquido limitando di conseguenza l‘edema. Per quanto riguarda le sostanze cui vengono attribuite le proprietà farmacologiche si fa riferimento alla frazione triterpenica costituita da acido madecassico, acido asiatico e asiaticoside.
 
Ippocastano: L’estratto d’ippocastano contiene escina, una miscela di saponine molto utilizzata nel trattamento dell’insufficienza venosa. Come per altre sostanze esaminate in precedenza l’escina è in grado di migliorare la resistenza vasale riducendo così la fuoriuscita di liquidi e la conseguente formazione di edema. Risulta molto importante anche per l’azione venotonica, favorendo quindi la contrazione delle pareti venose e il conseguente ritorno del sangue verso il cuore riducendo il ristagno di liquidi in periferia.
In linea teorica per dare sollievo in chi soffre d’insufficienza venosa potrebbe esser utile anche pensare all’utilizzo di fitoterapici ad effetto drenante così da ridurre l’accumulo di liquidi negli arti inferiori, fermo restando che in primo luogo bisogna intervenire per rinforzare i capillari e le pareti venose così da ridurre la fuoriuscita stessa dei liquidi, altrimenti sarebbe come togliere acqua da una barca con un secchio senza prima aver tappato la falla.

Altre piante utili possono essere: pungitopo, amamelide, cipresso.
 
Questi appena esaminati sono i principali rimedi naturali utilizzati nel trattamento dell’insufficienza venosa e delle gambe pesanti. In molti casi è possibile trovare nutraceutici che uniscono insieme anche più sostanze contemporaneamente, così da sfruttare l’effetto sinergico. Essendo integratori alimentari non bisogna aspettarsi un effetto immediato e possono passare alcune settimane prima di notare miglioramenti nei sintomi. Solitamente si consigliano dei cicli di 2-3 mesi nel periodo estivo e un richiamo di un mese nel periodo invernale. E’ comunque sempre consigliabile rivolgersi ad un medico o ad un farmacista per poter utilizzare al meglio i prodotti presenti in commercio.
Pur essendo tutti rimedi a base naturale si consiglia sempre di rivolgersi al proprio medico o al farmacista per evitare effetti collaterali o interazioni con farmaci eventualmente assunti. Per approfondire la tematica potete contattarci allo 0733434492 a via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ecco ad esempio una lista di alcuni dei principali integratori che è possibile utilizzare per contrastare l’insufficienza venosa:

Emospid, LDF Microcircolo, LDF Biovenum, LDF Celldrena, Carvelin.

Dr. Guglini Giacomo

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