Venerdì, 07 Giugno 2019 10:17

Cosa fare in caso di colesterolo e trigliceridi alti? Rimedi naturali

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Per dislipidemia intendiamo un’alterazione del quadro lipidico (trigliceridi e colesterolo) del nostro organismo. Come noto i valori del colesterolo totale dovrebbero essere sotto i 200mg\dl mentre i trigliceridi dovrebbero rimanere sotto i 150 mg\dl. Va anche detto che questi valori possono cambiare da paese in paese (ad esempio negli USA sono adottati dei limiti più alti) e sono soggetti a variazioni in seguito ad aggiornamento delle linee guida.

 
C’è un altro elemento molto interessante da considerare: dal momento che il nostro scopo è quello di ridurre il rischio cardiovascolare e non tenere bassi i livelli di colesterolo e trigliceridi è importante conoscere tutte le cause che portano ad esempio a sviluppare placche ateromatose a livello dei vasi, tra le principali responsabili di eventi cardiovascolari avversi.
Senza scendere nel dettaglio ad esaminare il meccanismo di formazione degli ateromi basti sapere che tutto parte dall’ossidazione delle LDL(il così detto colesterolo cattivo). Già da questo si capisce come prima di tutto sia importante il rapporto tra LDL e HDL più che conoscere il valore di colesterolo totale, e importante è anche tenere sotto controllo lo stato di stress ossidativo del nostro corpo.
 
Altro elemento di particolare importanza è il controllo della dieta. Infatti se i valori di colesterolo e trigliceridi non sono particolarmente elevati come primo approccio bisogna provare a modificare la propria alimentazione. 
 
Va detto che l’alimentazione va curata sempre e comunque anche nel caso in cui si inizi un trattamento, sia esso fitoterapico o farmacologico, volto a sistemare il profilo lipidico.
 
Vediamo ora i principali rimedi utili per abbassare il colesterolo:
 

  • Riso rosso fermentato: il rimedio in assoluto più commercializzato è sicuramente il riso rosso fermentato, ottenuto dalla fermentazione del riso rosso con un fungo, il monascus purpureus. Da questo processo si vengono a formare delle sostanze, le monacoline, dove la più attiva per la sua azione ipocolesterolemizzante è la monacolina K. Va precisato che la monacolina K è a tutti gli effetti una statina, con più precisione la lovastatina, dunque assumere il riso rosso fermentato significa assumere a tutti gli effetti una statina, poco importa se di origine naturale, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. Solitamente in commercio troviamo due tipologie di integratori a base di riso rosso fermentato: quelli con 3 mg di monacolina K e quelli con 10 mg di monacolina K. Questi ultimi possono essere considerati a tutti gli effetti dei farmaci mascherati da integratori, dal momento che la lovastatina al dosaggio di 10 mg è una specialità medicinale. Il vantaggio di usare 10 mg di monacolina k invece che 10 mg di lovastatina sta nel fatto che nel riso rosso fermentato abbiamo un fitocomplesso che agisce in sinergia con la monacolina mentre nel farmaco abbiamo la lovastatina da sola. Di contro va detto che la lovastatina è tra le statine più blande e in commercio si trovano farmaci molto più efficaci da usare qualora vi siano situazioni di ipercolesterolemia particolarmente accentuate. Esempi di prodotti qualitativamente buoni a base di riso rosso sono il Policol 400 e Policol 1000 della linea LDF 

 

  • Berberis aristata: forse tra le piante più interessanti per il trattamento delle dislipidemie e più in generale della sindrome metabolica che prevede, oltre ad un alterato quadro lipidico anche uno spostamento della glicemia a digiuno. La berberina, sostanza attiva estratta dalla droga, riesce ad abbassare le LDL con un meccanismo diverso da quelle delle statine, ossia aumentando i recettori per le LDL a livello epatico. Interviene favorevolmente anche sul livello dei trigliceridi o sull'abbassamento della glicemia, riuscendo così a dare una risposta globale nel caso in cui tutti questi parametri fossero alterati. L'unico limite sta nel fatto che non alza le HDL. Un prodotto a base di berberina ben formulato è il Berberol della pharmextracta dove viene aggiunta la silimarina che ne favorisce l'assorbimento a livello intestinale.

 

  • Fitosteroli: gli steroli vegetali, tra cui i più rappresentativi sono il β-sisterolo, il campesterolo e lo stigmasterolo, sono molecole dalla struttura simile al colesterolo che vengono assorbite al suo posto nell’intestino. Vanno dunque ad agire sulla percentuale alimentare di colesterolo che però risulta minoritaria rispetto alla quantità di colesterolo che viene prodotto dal nostro organismo nel fegato. Dunque è un rimedio utile solo in casi di lieve ipercolesterolemia o in abbinamento ad altre soluzioni.

 

  • Aglio: l’aglio rappresenta uno dei rimedi naturali più utili nella prevenzione del rischio aterosclerotico. Infatti oltre che ridurre i livelli di colesterolo con un meccanismo simile a quello del riso rosso(anche se con efficacia diversa) interviene su diversi fattori di rischio come l’ipertensione e l’aggregazione piastrinica. Infatti sono note da tempo le azioni antipertensive e antiaggreganti piastriniche, motivo per il quale non va usato in chi assume farmaci antiaggreganti e anticoagulanti.

 

  • Carciofo: il carciofo è un’altra pianta particolarmente utile in chi presenta un quadro di dislipidemia accompagnato da altre situazioni come ad esempio steatosi epatica (fegato grasso). Infatti oltre a ridurre i livelli di colesterolo con meccanismo simile a quello del riso rosso e dell’aglio abbiamo anche un’azione coleretica(aumento della secrezione biliare) che favorisce anche una depurazione epatica e aiuta i processi digestivi; interessante anche l’azione sui recettori epatici per le LDL che vengono aumentati riducendo così le LDL circolanti mentre si alzano le HDL(il così detto colesterolo buono)

 

  • Fibre: le fibre rappresentano una buona opzione per livelli ancora non troppo alti di colesterolo e trigliceridi dal momento che agiscono a livello intestinale riducendo l’assorbimento di queste sostanze. Le fibre più efficaci sono quelle maggiormente capaci di rigonfiarsi e gelificare nell’intestino catturando i grassi; tra queste ricordiamo lo psillio, il glucomannano e la fibra di guar. Cautela in chi assume altri farmaci dal momento che potrebbe verificarsi una riduzione del loro assorbimento, problema risolvibile distanziando nel tempo la somministrazione.

 

  • Guggul: questa resina estratta dall’incisione della corteccia di Commiphora mukul riduce l’assorbimento dei lipidi nell’intestino, riduce la sintesi epatica di colesterolo, aumenta gli enzimi lipolitici del siero e aumenta l’escrezione fecale del colesterolo. Va usata però cautela perché vi può essere un aumento della funzione tiroidea, tanto è vero che questa pianta viene sfruttata anche come dimagrante, e ovviamente questo può portare a patologie tiroidee soprattutto in persone predisposte. Anche in questo caso vi può essere riduzione dell’assorbimento dei farmaci per assunzione concomitante.

 

  • Omega-3: gli omega-3 sono acidi grassi insaturi essenziali per il nostro organismo. Presentano una funzione antinfiammatoria molto interessante andando ad interferire  col metabolismo dell’acido arachidonico e con la sintesi delle prostaglanine. Le principali fonti di omega-3 sono animali, più precisamente l’olio di pesce da cui otteniamo EPA e DHA, oppure vegetali. Le piante più ricche di acido α-linoleico, precursore degli EPA e DHA, sono la Perilla, la Canpa e il Lino. Dall’olio ottenuto spremendo a freddo i semi di queste piante possiamo trarre questi  acidi grassi essenziali. Per via della loro funzione antinfiammatoria, di riduzione del colesterolo e dei trigliceridi riusciamo a ridurre il rischio cardiovascolare.

Per approfondire è possibile contattarci allo 0733434492 o via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dr. Guglini Giacomo

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